© 2023 by The Artifact. Proudly created with Wix.com

    All rights reserved
    • Facebook Social Icon
    • Instagram Social Icon
    • Twitter Social Icon
    • Vimeo Social Icon

    ADRIANA RUSSO

    Fotografa e Videomaker

    CHI È ADRIANA RUSSO?

    Siciliana e passionale, Adriana nella sua professione di fotografa e videografa si occupa di raccontare le storie delle persone e le emozioni vissute. Adriana dirige la sua attività presso lo studio Wedon-Produzioni video di Rivoli, specializzato in servizi video per matrimoni, in stretta collaborazione con lo studio fotografico Monocromo studio di Paola Licciardi (per conoscere la storia di Paola vai alla sua intervista).

    Contatti Adriana Russo:

    pagina fb - website

     

     

     

    COME NASCE LA PASSIONE PER LE IMMAGINI?

    Adriana coltiva la passione per l’arte fin da piccola: ha sempre amato disegnare, in particolar modo i fumetti.

    Crescendo intraprende altre strade, ma al terzo anno di Lingue realizza che il suo destino è un altro. Inizia ad occuparsi di grafica per un’azienda, prima come impiegata e poi come grafica, per poi mettersi in proprio con un socio. La consistente esperienza maturata sul campo e l’incontro con l’attuale collega Paola Licciardi sono le premesse per un’ulteriore crescita professionale, culminata nel progetto Monocromo studio e Wedon produzioni video.

     

     

    "Adriana nel suo lavoro si lascia guidare dalla passione, raccontando attraverso i suoi occhi quello che vede, rendendolo nel tempo immortale"

     

    LA FONTE DI ISPIRAZIONE NELLA SUA PROFESSIONE?

     

    Adriana nel suo lavoro si lascia guidare dalla passione. La sua è una sorta di missione il cui obiettivo ultimo è di raccontare attraverso i suoi occhi quello che vede, rendendolo nel tempo immortale. Il percorso che porta alla realizzazione di questo obiettivo è colmo di attenzioni dedicate alle persone che si rivolgono a lei, andando oltre al mero servizio offerto. Dalle prime chiacchere in studio sino al fatidico “giorno del sì”, Adriana studia attentamente chi ha di fronte personalizzando il servizio richiesto. Nei servizi video prodotti da Adriana traspare, infatti, umanità e sincerità rese possibili dal vivere l’evento da vicino. É come se la telecamera catturasse ed assorbisse l’emozione degli sposi riproducendola sia nelle immagini che nei video.

     

    "Dopo tanta gavetta e tanti sacrifici, Adriana è riuscita a trasformare la sua passione in una vera e propria professione."

     

     

    QUANTO É IMPORTANTE AVERE UNA PERSONA DI RIFERIMENTO SU CUI CONTARE?

     

    Circa quattro anni fa Adriana decide di prendere in mano la sua vita e di trasferirsi a Torino per realizzare nuovi sogni e progetti. Lasciare casa e famiglia non è stato facile, racconta.

    La sua famiglia era molto scettica rispetto alle scelte di vita di Adriana, temevano che a 32 anni fosse un azzardo mollare tutto per ricominciare da zero. Grazie al supporto di sua sorella, che ha sempre creduto in lei, riesce gradualmente a far capire alla sua famiglia quanto per lei fosse importante realizzare se stessa. Dopo tanta gavetta e tanti sacrifici, Adriana è riuscita a trasformare la sua passione in una vera e propria professione.

     

     

     

    QUALI SONO LE DIFFICOLTÁ INCONTRATE IN AMBITO PROFESSIONALE?

     

    Le difficoltà più grandi che ha affrontato Adriana sono sicuramente imputabili al suo accento siciliano. Se pensavate che pregiudizi e discriminazioni contro i meridionali fossero una storia passata, riconducibile agli anni del boom economico e delle grandi migrazioni al nord, dovete ricredervi. Adriana racconta come, agli inizi della sua carriera di fotografa e videomaker, il suo accento l’avesse relegata alla posizione di assistente anziché di prima fotografa. Un fatto inacettabile che per fortuna non l’ha mai scoraggiata.

     

    "Adriana desiderava trovare il suo posto nel mondo, lasciando in qualche modo la propria impronta attraverso il suo lavoro"

    IN QUANTO DONNA?

     

     

    Tradizionalmente il professionista in campo fotografico è sempre stato uomo. Ci sono tante spiegazioni per questo dato di fatto, nessuna che abbia però a che fare con meriti e competenze di genere innate. La democratizzazione di certe professioni  accessibili non più solo agli uomini, ma anche a professioniste donne, ha costituito un successo innegabile, sebbene permangano delle diffidenze di fondo. Nonostante la fatica iniziale nel trasmettere fiducia ai suoi clienti, Adriana confida come, nel suo lavoro, l’essere donna rappresenti una marcia in più.

    Il saper cogliere dettagli, raccontare un evento riportandone a galla le sensazioni e le emozioni dei protagonisti sono il marchio di fabbrica di Adriana.

     

     

    COSA SOGNAVA DA PICCOLA ADRIANA?

     

    Quand’era piccola Adriana sognava di fare il Presidente della Repubblica: avrebbe potuto essere la prima Presidentessa nella storia repubblicana d’Italia!

    Politica a parte, l’arte e la tecnologia hanno sempre avuto un gran fascino per Adriana. Senza sapere con precisione quale sarebbe stata la sua strada, Adriana desiderava trovare il suo posto nel mondo, lasciando in qualche modo la propria impronta attraverso il suo lavoro.

     

     

     

     

    "Difficilmente le donne del Sud riescono a portare a termine il loro progetto di vita: se hanno una passione questa diventa semmai un hobby’’

     

    OGGI LE DONNE SONO DAVVERO LIBERE DI SCEGLIERE IL LORO DESTINO?

     

    Adriana ha trascorso gran parte della sua vita a Scicli, in provincia di Ragusa, e dalla sua intervista emergono considerazioni molto interessanti sulla realtà meridionale e su quella settentrionale.

    Mentre al Nord la donna si sente più libera di esprimersi, al Sud è molto difficile che la donna possa trovare una sua collocazione. Fa molto fatica, non le viene data neanche l’opportunità. Il ruolo assegnatole dalla società è quello di mamma e moglie. Se lavora è perché deve portare a casa il secondo stipendio, non certo per realizzare le sue passioni e se ci sono donne impegnate a realizzarsi è perché possono contare sul sostegno di qualcuno che crede in loro. Ma in generale, difficilmente le donne del Sud riescono a portare a termine il loro progetto di vita: “se hanno una passione questa diventa semmai un hobby’’.

    Adriana crede fermamente che a Scicli, come in altri luoghi del Sud, debba cambiare la cultura e con essa il modo di pensare della gente, perché non esistono professioni maschili e professioni femminili.

     

    “Ci sono lavori e ci sono passioni che possono muovere le montagne. Se ognuno di noi potesse trovare il proprio posto nel mondo si avrebbero effetti positivi per la società tutta”. Superare queste barriere mentali dipende in primo luogo dalle donne: “possiamo fare tutto se ci muove la passione, a prescindere dalla famiglia e dai figli”.

    In un Meridione ancora troppo maschilista, il motore del cambiamento siamo noi stesse. Adriana è parte di questo cambiamento, una piccola ma preziosa goccia nel mare, un esempio positivo per chiunque voglia mettersi in proprio, al Nord come al Sud, credendo nelle proprie competenze e senza mai tradire la propria vocazione. Secondo Adriana, l’ambizione primaria nella vita di ciascuno dovrebbe essere il raggiungimento della serenità personale, a qualunque costo.

     

     

     

    ADRIANA RUSSO IN SINTESI?

     

    Determinata, passionale, umile.

    La nonna le ha sempre insegnato ad essere umile e a non sentirsi mai arrivata. Le ha trasmesso l’importanza del continuo apprendimento, anche dal confronto con chi la circonda, perché si può imparare da tutti, anche dai propri assistenti. Nella circolazione delle buone idee, non c’è gerarchia che tenga sostiene Adriana.

     

     

    LEGGI LE ALTRE STORIE PROTAGONISTE DEL PROGETTO "EMPOWERING WOMEN THROUGH THEIR JOB AND PASSION"