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    JOANNA SZREDER

    Blogger

    Ph Credit: Courtesy of Joanna Szreder

    CHI É JOANNA SZREDER?

    Joanna oltre ad essere un'appassionata blogger, autrice di The Blond Travels, insegna a distanza l'inglese. É polacca, di origini britanniche, e vive attualmente in Thailandia.

    Avendo vissuto in diversi Paesi del mondo la si potrebbe definire una "nomade digitale", ma non è esattamente il modo in cui Joanna si definisce.

    Come racconta Joanna, in ogni posto in cui ha vissuto ha trascorso molto tempo: il modo migliore per conoscere da vicino altre culture!

    Contatti di Joanna:

    facebook

    website

     

     

     

     

    COME É INIZIATA LA PASSIONE PER IL BLOG?

    Joanna è una professionista freelance, gestisce corsi on line di insegnamento della lingua inglese ed è anche una blogger di viaggi, la sua vera passione:

     

    “Adoro il blog e potrei scrivere tutto il tempo. Scrivo in inglese e in polacco.

    Desidero ispirare altre persone a trasferirsi all'estero e proprio per questo i miei articoli riguardano non solo il viaggio meramente turistico ma anche l'esperienza del vivere all'estero".

    La strada per la felicità non è uguale per tutti, ma di sicuro deve avere molto a che fare con la soddisfazione, la realizzazione personale e la motivazione derivanti da ciò ogni giorno facciamo nella nostra professione e nella vita. Questa è la ragione per la quale quando lavoriamo con passione siamo più felici, come emerge anche dalla testimonianza di Joanna:

    "la passione gioca un ruolo di grande importanza nella mia vita, specialmente dopo averla cercata per gran parte di essa. Mi sono sempre chiesta come facesse la gente a lavorare fino a notte tarda oppure nei weekend. Ora so che quando nutri la passione per qualcosa che ami davvero non smetteresti mai di dedicarti ad essa.

    Amo il mio blog e quello che faccio e per questo mi ritengo una persona felice".

    Dedicarsi a un doppio lavoro implica un certo grado di competenze nel pianificare e organizzare il tempo. La settimana lavorativa di Joanna si divide tra l'insegnamento, che le occupa circa sei ore per 4-5 giorni a settimana, e il blog. Il vantaggio dell'insegnamento on line è che non è vincolato ad un luogo di lavoro dove recarsi tutti i giorni. Tuttavia, l'avere a disposizione luoghi tranquilli dove poter parlare con gli studenti è fondamentale ed è per questo che le mura domestiche sembrano essere il luogo ideale per Joanna. Al contrario, il tempo che dedica al blog si contraddistinge per vitalità e dinamicità, un'occasione per entrare in contatto con altri blogger e nuovi amici, o semplicemente per recarsi nei cafè a scrivere i suoi articoli.

     

    “Almeno una volta a settimana ricordo sempre a me stessa di uscire da casa e fare qualcosa di diverso. Certe volte vado in qualche bar e scrivo lì. Cerco di organizzare il mio lavoro. Sul calendario annoto con dei brevi messaggi piccole attività da fare, come "leggere" qualche blog al giorno o le notizie del giorno, [perchè] per me è importante avere delle routines".

    "Ora so che quando nutri la passione per qualcosa che ami davvero non smetteresti mai di dedicarti ad essa"

    QUANTO É IMPORTANTE AVERE UNA PERSONA DI RIFERIMENTO SU CUI CONTARE?

    "Penso sia fondamentale essere supportata da qualcuno, come per tutti credo. Quando lavori duramente e dai tutte le tue energie in quello che fai è importante avere qualcuno vicino a darti coraggio".

     

     

     

    QUALI SONO LE DIFFICOLTA' INCONTRATE IN AMBITO PROFESSIONALE? IN QUANTO DONNA?

    Ci sono così tanti tipi di difficoltà da affrontare per i freelance, specialmente quando si vive e lavora all'estero.

    Se c'è qualcosa di cui a volte Joanna non si ritiene soddisfatta è rimanere bloccata a casa a lavorare, con la conseguente sensazione di solitudine: 

     

    essere un'insegnante a distanza può farti sentire sola a volte, specie quando lavori per molte ore. Sono bloccata a casa per quasi tutto il giorno e non collaboro con nessuno. Parlo solo con i miei studenti".

    Nonostante Joanna non abbia mai vissuto esperienze negative in qualità di professionsita, in Thailandia, per esempio, le donne vivono situazioni ambivalenti in tema di discriminazione di genere:

    “Le donne thailandesi sono piuttosto indipendenti, fanno impresa e sono alla guida di grandi aziende. Ma quando ho lavorato nella mia scuola, le insegnanti dovevano indossare la gonna quasi tutti i giorni, sedersi in un certo modo, essere sempre tranquille e gentili. Mentre, al contrario, gli insegnanti potevano bere, fare feste ed avere un tono di voce alto. Il popolo thailandese è adorabile ma queste cose mi irritano un po'".

    Joanna viaggia molto e quando visita altri Paesi il modo in cui le donne sono trattate cambia, a seconda di aspetti, quali la cultura e la religione, e molto spesso cambia in senso negativo.

    Per esempio, racconta come si è sentita in un certo senso oggettificata viaggiando in India.

     

    “essere un'insegnante a distanza può farti sentire sola a volte, specie quando lavori per molte ore"

    COSA SOGNAVA DA PICCOLA JOANNA?

    “Onestamente non ricordo. Penso volessi vivere all'estero, è l'unica cosa che so. Una volta ricordo di aver pianificato di trasferirmi in Australia".

    OGGI LE DONNE SONO DAVVERO LIBERE DI SCEGLIERE IL LORO DESTINO?

     

    Nonostante i diritti delle donne siano formalmente riconosciuti a livello internazionale come diritti fondamentali (Convenzione Cedaw, Convenzione di Istanbul, SDG5), è ancora possibile riconoscere un discostamento tra dichiarazioni formali e pratiche quotidiane, dove le tradizioni, le culture e i valori sociali rappresentano un ostacolo per il raggiungimento della parità di genere nella vita delle donne, nel campo dell'istruzione, del lavoro, della salute e nelle scelte riproduttive. Come sottolinea Joanna, nonostante lei stessa creda che le donne possano scegliere il proprio destino grazie ai diritti conquistati, in Polonia "i valori tradizionali" regolano ancora la vita di donne e uomini:

    “la gente pensa che una donna dovrebbe sposarsi e avere figli intorno ai vent'anni. Se sei una donna forte e indipendente in molti ambienti vieni vista come una persona strana o una femminista arrabbiata".

    Joanna ha vissuto per un po' di tempo in Inghilterra e l'aspetto che più apprezzava di questo Paese è l'importanza riservata alla parità di genere. Una società liberale, secondo Joanna, dove il sessismo non è tollerato in alcuna forma, specialmente in campo professionale:

    “credo che ognuno dovrebbe avere la possibilità di scegliere il proprio cammino professionale. Se una persona vuole diventare elettricista, maschio o femmina che sia, che lo diventi! Diventerà probabilmente il/la migliore elettricista che ci sia.

    Perchè non lasciare le persone libere di scegliere e consentire loro di essere felici?".

     

     

    NEL TUO PAESE, LA POLONIA, L'INDIPENDENZA DELLE DONNE É CONDIZIONATA, IN QUALCHE MODO, DALLA RELIGIONE O DALLA CULTURA?

    Quando ho posto questa domanda, nel settembre 2016, a Varsavia e in altre grandi città polacche, come Cracovia e Breslavia, stava per andare in scena un massiccio sciopero civile chiamato Black Protest (in polacco Czarny Protest). In quel periodo numerose proteste non violente furono organizzate da donne e uomini di altre città europee, scesi in piazza in solidarietà delle donne polacche.

    La ragione principale che scatenò un tale reazione collettiva era la proposta di legge di completo divieto d'aborto ad opera del governo di estrema destra Diritto e Giustizia (Pis), con il supporto della Chiesa cattolica, che in breve tempo rischiava di essere approvata anche dalla Camera Bassa del Parlamento polacco (Sejm).

    Nonostante la proposta non venne approvata, la legge che regola l'aborto in Polonia rimane una delle più restrittive d'Europa, dopo Malta e il Vaticano.

    In Polonia l'aborto è concesso solo in caso di pericolo per la vita o la salute della donna, in caso di strupro o qualora sia diagnosticata una grave malformazione del feto. Se il diritto di aborto in Polonia è quasi inesistente, gli aborti clandestini continuano ad essere largamente praticati, circa 150.000 all'anno (www.theguardian.com/commentisfree/2016/sep/21/stop-abortion-law-crackdown-poland-reproductive-rights).

    Dopo il crollo del comunismo la religione ha sempre avuto un ruolo decisivo nella società polacca. Secondo il Global Index Religione e Ateismo del Win-Gallup International (un sondaggio di opinione globale che misura l'auto-percezione delle credenze) la Polonia è uno dei Paesi europei più religioso, un dato che è strettamente connesso con alcune questioni legate ai diritti delle donne, come quelli in ambito riproduttivo.

    Il modo in cui la religione condiziona le vite di donne e uomini dipende da aspetti differenti, per esempio il grado di istruzione e la classe sociale.

    Basso livello di istruzione e povertà economica coincidono con un alto grado di religiosità, come illustra il Report del Win-Gallup International: "La religiosità è più alta fra le persone appartenenti a fasce di reddito basso, circa il 17% in più rispetto alle fasce di reddito più alte".

    Ecco cosa ha risposto Joanna:

     

    "Hai toccato la corda giusta, in questo momento mi trovo ora in Polonia e sono accadute molte cose riguardo ai diritti delle donne. Manco dalla Polonia da 13 anni e mi fermerò per due mesi. Osservo e ascolto la gente e sono scioccata. I diritti delle donne esistono, ma sembra non vengano trattate equamente. Le donne hanno molte responsabilità, fuori e dentro casa, dovendosi occupare delle attività domestiche e di cura. Molte donne non hanno tempo di realizzare se stesse. Anche quando le donne possiedono un elevato grado di istruzione il peso della responsabilità in ambito domestico pare ricada esclusivamente su di loro, mentre gli uomini si occupano del reddito familiare".

    In Polonia se l'istruzione e il lavoro rappresentano in modo diffuso mete sociali importanti per le ragazze e le famiglie di origine, i valori tradizionali quali trovare marito e mettere su famiglia continuano a rappresentare il più grande successo che una donna possa raggiungere.

    Ciononostante, Joanna sottolinea come non si sia mai sentita condizionata da queste norme sociali, ha sempre seguito le sue passioni, senza mai avere problemi in ambito professionale:

    "qualche volta ricevo stupidi commenti e domande, ma questo è tutto".

     

    Questo modo di pensare, tradizionalista e patriarcale, non coinvolge solo il potenziale professionale delle donne ma anche le loro scelte nella sfera riproduttiva e della salute:

    “Nella nostra società è importante che tu abbia un marito, o almeno un fidanzato, perchè essere sposate è la conquista più importante. Avere un lavoro e delle proprie passioni non sono aspetti così rilevanti.

    Penso che la situazione stia lentamente cambiando, ma servirà molto tempo per scardinare completamente questa mentalità. Il fatto che il nostro governo stia cercando di limitare i diritti riproduttivi delle donne completa l'intero quadro della situazione".

    SOGNI E PROGETTI FUTURI?

     

    Joanna racconta quanto avere scoperto di avere una passione e dedicarsi ad essa abbia fatto la differenza nella sua vita.

    "Qualche anno fa non avevo idea di quale fosse la mia passione, non avevo un obiettivo da seguire, volevo solo andare a lavorare, guadagnare i miei soldi e basta. Ora, so cosa mi appassiona e mi sento felice. Se conosci ciò che ti appassiona sei più felice e una versione migliore di te".

     

    JOANNA SZREDER IN BREVE?

    Ambiziosa, sensibile, socievole

     

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